Vie ferrate

Via delle Bocchette – Dolomiti di Brenta

Scritto da il 18 agosto 2018

Era il 2017 quando casualmente su FB abbiamo visto la pubblicità di un libro da poco uscito chiamato “La Via delle Bocchette e le ferrate del Brenta”, e da subito ci ha colpito, così dopo aver approfondito l’argomento, l’abbiamo acquistato. Per quasi un anno purtroppo, per diversi motivi è rimasto sulla nostra mensola insieme a tutti i nostri libri della montagna, ma quest’anno è quello giusto! Così a giugno, lo riprendiamo in mano, valutiamo il percorso della Via delle Bocchette Centrali + la Via delle Bocchette Alte e con l’aiuto del web e della nostra cartina del Parco Naturale Adamello-Brenta, pianifichiamo il tutto  e verso la fine di luglio prenotiamo i rifugi. Così dopo quasi tre settimane siamo giunti al giorno della partenza per Madonna di Campiglio, da qui, attraverso una strada a pagamento raggiungiamo il Rifugio Vallesinella m.1540, parcheggiamo e ci prepariamo per la nostra avventura. Sono le ore 11.00 di martedì 14 agosto, il meteo è variabile e tendente alla pioggia nel pomeriggio, e noi partiamo, destinazione Rifugio Pedrotti m.2491. Da subito il sentiero inizia a salire fino a raggiungere il Rifugio Casinei, per poi salire ancora fino alla Sella del Fridolin m.2143, e ora il panorama cambia, le Dolomiti iniziano a farsi vedere tra le nuvole, che di lì a breve ci danno il benvenuto con qualche goccia di pioggia. Sono le ore 13.00 e siamo nei pressi del Rifugio Brentei m.2182, pausa snack e poi su fino alla Bocca di Brenta m.2552, per un sentiero percorso quasi tutto sotto una pioggia leggera, con la nebbia che ci seguiva in un ambiente molto particolare, quali sono le Dolomiti di Brenta. Una volta giunti alla Bocca di Brenta notiamo il Rifugio Tosa – Pedrotti m.2491 a pochi minuti sotto di noi, così con la pioggia che ora è diventata più insistente lo raggiungiamo per le ore 14.30. Dopo esserci sistemati ci rilassiamo al caldo del rifugio chiacchierando con i rifugisti e informandoci su ciò che ci aspetta il giorno dopo, per affrontare al meglio la Via delle Bocchette .. poi cena e a letto presto. Siamo arrivati al giorno clou, ci alziamo e con nostro grande piacere notiamo che la giornata è splendida, fredda (6°) ma senza una nuvola, con un’alba che illumina il Rifugio Pedrotti e la cima di Brenta Bassa…molto suggestivo come risveglio. Dopo la colazione ci prepariamo con imbrago, kit ferrata, guanti e casco, salutiamo e ci incamminiamo verso l’attacco della ferrata della Via delle Bocchette Centrali. Sono le ore 7.00, saliamo la prima scala e iniziamo la nostra avventura attraverso le Dolomiti di Brenta.

Raccontare nei dettagli quello che abbiamo fatto è alquanto difficile dato gli innumerevoli passaggi su cenge, scale, su e giù per le varie bocchette, passando attraverso la Cima di Brenta Alta e Bassa, il Campanile basso, il Campanile Alto, gli Sfulmini, la Torre di Brenta fino a raggiungere la Bocca degli Armi m.2749, abbiamo superato la vedretta degli Sfulmini con i ramponi, trovato l’attacco della Via delle Bocchette Alte passando sotto la Cima degli Armi,  risalendo fin sotto la Cima Molveno, lo spallone dei Massodi per poi salire la Cima Mandron  m.3040, quindi tramite la Cengia Garbari abbiamo aggirato la Cima Brenta per poi ridiscendere verso la Bocca di Tuckett m.2648 , fino a raggiungere il Rifugio Tuckett – Sella m.2272 dove termina la nostra avventura. Si! Un’avventura! Che non ha uguali in tutto ciò che fino ad oggi abbiamo fatto! Le emozioni sono state molteplici: dal timore di non farcela, alla stanchezza che nella Via delle Bocchette Alte iniziava a farsi sentire…poi gli ambienti: totalmente unici, le torri, i ghiaioni, le cenge, i veri e proprio passaggi di arrampicata, spesso esposti ma resi sicuri dai cavi e dalle scale che percorrono quasi interamente la Via. Insomma giunti al rifugio Tuckett – Sella non ci sembrava vero … un abbraccio aspettato da molte ore ci ha dato la certezza e la gioia di avercela fatta, ma allo stesso tempo un po’ di tristezza, perché avevamo concluso questa bellissima avventura…. Ma con una ricchezza e conoscenza in più su questi luoghi affascianti dove abbiamo incontrato persone provenienti da ogni dove, che come noi hanno goduto di questi luoghi unici. Dopo aver cenato e dormito presso il Rifugio Tuckett, il giorno seguente ci svegliamo avvolti dalla nebbia, e dopo colazione rientriamo alla macchina in circa un’ora e trenta dal sentiero che collega il Rifugio Tuckett al Rifugio Vallesinella.

Questa esperienza rimarrà con noi per sempre, le Dolomiti di Brenta sono uniche, e allo stesso tempo temerarie e suggestive. Percorrendo la Via delle Bocchette le abbiamo attraversate interamente, sicuri del nostro passo e consapevoli delle nostre capacità, godendoci appieno l’intera VIA DELLE BOCCHETTE.

ARTICOLI SIMILI

LASCIA UN COMMENTO

Angelo3Chiara
Erba

Noi che insieme scoprimmo per caso l'amore per la montagna, vorremmo condividere con voi le nostre emozioni e le rare bellezze che in essa incontriamo