Escursionismo

Suello – Caslino d’Erba

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9 Giugno 2019

Quando la passione è più forte di tutto, viene fuori un giro non convenzionale dove i protagonisti sono i sentieri delle nostre zone. Ci facciamo accompagnare a Suello dove iniziamo la nostra giornata… Ore 7.00 partiamo seguendo le indicazioni per il Cornizzolo m.1241 calcando la pista usata per la Vertical, ossia la direttissima! Saliamo per alcuni gradini, poi nel bosco, dove la pendenza si fa sentire, salendo di buon passo usciamo dal bosco tra i prati verdeggianti dei pendii del Cornizzolo. Attraversiamo la strada e con l’ultimo strappo siamo in cima. Il cielo ci mostra tutte le tonalità di grigio e in questo clima oggioso scattiamo qualche foto… Poco dopo ci raggiunge un signore che come noi oggi ha scelto questa via di salita, dopo due chiacchiere ci salutiamo e iniziamo a scendere  verso il Rifugio SEC Marisa Consigliere, che raggiungiamo per le  8.30, ora proseguiamo per il Monte Rai. Qui però ce un cambio di programma, una forte pioggia ci costringe a prendere il sentiero che attraverso il bosco porta all’Alpe Alto m.1096. Una volta lì, sostiamo alcuni minuti al riparo sotto la tettoia dell’area pic nic dell’Alpe. Ma il giro è ancora lungo così riprendiamo a camminare, ora seguiamo per il Terz’Alpe e ad un certo punto prendiamo un sentiero a destra segnato con cartello bianco/rosso  che ci porta in breve alla Bocchetta di Val Ravella. Nel frattempo ha smesso di piovere e scendiamo all’Acqua del Fò m.984, dove sostiamo alcuni minuti giusto il tempo di togliere il guscio e mangiare qualcosina. Iniziamo a salire per il sentiero che porta alla Bocchetta di Luera m.1221, per poi proseguire e raggiungere il Corno Centrale… Cambio di nuovo di programma e optiamo per il Corno Orientale m.1232, più facile viste anche le condizioni meteo. Alle ore 10.10 siamo alla croce dove un vento inaspettato ci coglie di sorpresa, quasi non riusciamo a goderci il panorama, quindi dopo pochi minuti riprendiamo a camminare. Seguiamo il sentiero che porta al Rifugio SEV Pianezzo passando sotto le pareti del Corno Centrale dove si è scritta la storia dell’arrampicata ai Corni di Canzo. Ammirando le pareti verticali proseguiamo attraverso le rocce in un ambiente dolomitico. Giunti nei pressi del rifugio sostiamo alcuni minuti per un break, e una volta ripreso le energie ripartiamo seguendo la traccia che porta al Corno Occidentale, per poi piegare a destra seguendo le indicazioni per Coletta dei Corni. Iniziamo la discesa che attraverso il bosco percorrendo la Costa di Cranno ci porta a Cranno (Asso), che raggiungiamo mentre le campane suonano il mezzodì. Ora lasciamo il sentiero per l’asfalto scendendo verso Asso, attraversiamo il ponte sul fiume e dopo aver consultato il nostro Garmin, ci incamminiamo verso Ponte Oscuro. Il sole si fa vedere,  proprio nelle ore più calde della giornata, e così raggiungiamo la zona  dove troviamo le indicazioni che cercavamo. Prima però incontriamo una coppia di amici che non vedevamo da tempo, grazie a questo incontro riusciamo a riposarci… Sì perché la stanchezza si fa sentire. Ci salutiamo e riprendiamo il nostro cammino. La strada asfaltata lascia spazio ad una strada in porfido per poi diventare una mulattiera di bitume grigio, duro e in salita,  per non bastare fa anche caldo!! E’ dura! Questo momento è cruciale! Così sfoderiamo l’asso nella manica: il gel energetico! Dopo aver trovato le energie continuiamo fino a un bivio dove a destra i cartelli indicano Enco e a sinistra Croce di Pizzallo… Dopo un breve consulto andiamo a sinistra. Si sale fino a una cascina o casa abitata, poi seguendo il sentiero ben segnato dal CAI di Asso arriviamo a Piazza Dorella dove le antenne di Televalassina svettano in mezzo a questo prato. Stanchi proseguiamo per un ripido sentiero che sembra non arrivare mai alla cima… poi finalmente la croce! Un sospiro di sollievo. Sono le ore 14.00 e siamo arrivati alla Croce di Pizzallo m.974, togliamo gli zaini e ammiriamo la vista che ci regala questa timida vetta… davanti a noi proprio il Cornizzolo! Non sembra vero che qualche ora prima eravamo su di esso. Piove ancora! Ma queste gocce c fanno quasi bene: fresche e rilassanti. Purtroppo non siamo alla fine del nostro giro,  nel momento che ci guardiamo per riprendere il nostro cammino, vediamo un po’ di tristezza scorrere sul nostro viso per dover lasciare questi attimi piacevoli che viviamo… Scendiamo dalla parte opposta raggiungendo la Bocchetta da Frecc m.884, e qui ci consultiamo di nuovo…salire al Monte Barzaghino non se ne parla proprio! Rimane da decidere se andare a sinistra per un ripido sentiero in discesa attraverso la Val del Buri, oppure a destra seguendo una bella strada larga e comoda che porta a Enco e poi per il sentiero del Falghèè a Caslino d’Erba. Andiamo decisamente a destra. Con calma raggiungiamo il bivio dove prendiamo il sentiero del Falghèè che in circa un’ora ci porta a Caslino dove giungiamo alla fine del nostro cammino. Sono le ore 16.00 quando arriviamo nei pressi della Baita degli Alpini di Caslino. Dopo 9 ore, 3 cime, 20 km e 1850m. di dislivello…siamo a casa. Non abbiamo ancora tolto gli scarponi che già programmiamo un altro giro sulla base di questo! Siamo matti? Forse si. Ma a noi piace così… Troviamo nella fatica la forza che ci fa vivere… Perché solo chi ha una grande vitalità può immaginare e intraprendere una camminata come questa solo per il gusto di farla!

Di seguito la traccia Garmin

https://connect.garmin.com/modern/activity/3734871244

Sotto l’opuscolo preparato con l’intento di diffondere la conoscenza della rete di sentieri che partendo da
Caslino d’Erba, raggiungono alcuni dei più conosciuti luoghi delle Prealpi Comasche.

https://drive.google.com/file/d/122EOe2aVcLCbVrnnqizRlge6SC2lyFvQ/view

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