Escursionismo

Scala di Ferro – Monte Puscio m.1130

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28 Febbraio 2021

Oggi raccontiamo di una giornata in cui non abbiamo compiuto grandi imprese, ma quello che abbiamo fatto è ben più importante, e ci ha dato una bella soddisfazione. Partiamo dal principio: siamo nell’ultimo week end in zona gialla, prima di passare ad ulteriori restrizioni, quindi decidiamo di restare nelle nostre zone per evitare di trovare troppa gente in giro per montagne. Una serie di coincidenze ci portano ad invitare uno dei nostri nipoti, Alessandro a camminare con noi, perché entusiasta dei nostri racconti e incuriosito dalle nostre imprese. Quindi ci organizziamo per un percorso un po’ interessante per una giovane mente curiosa di 8 anni. Il giorno dopo sveglia presto, ore 5.00, una sostanziosa colazione poi usciamo di casa: sono le ore 6.00,  Alessandro prova per la prima volta a camminare nel bosco al buio con la frontale accesa… parte bello carico, è contento ed eccitato, cammina con un buon passo e osserva l’ambiente circostante, incuriosito dai paesi che si vedono dall’alto illuminati nella notte dalle luci. Mano a mano che andiamo il cielo si schiarisce,  le sfumature di rosa all’orizzonte preannunciano una bella alba, che sarà alle ore 7.05, ma che purtroppo noi non vediamo perché a quell’ora abbiamo già raggiunto il pratone in zona Eremo di San Salvatore, nel frattempo abbiamo spento le frontali. Quasi alla fine del pratone vediamo un camoscio correre attraversandolo tutto,  Alessandro non pensava che potesse succedere anche questo… ci dirigiamo ora sul sentiero che va verso la scala di ferro. Eccoci per le ore 7.10 davanti alle prime catene che si trovano sulla destra del sentiero principale, Alessandro aspettava solo quello! Senza paura le afferra e parte, dopo una breve spiegazione sul modo corretto per procedere. Qui si alternano brevi tratti con e senza catene fino a che, dopo 5 minuti arriviamo alla base della Scala di Ferro. In questo momento l’espressione di Alessandro da eccitata si fa un po’ timorosa… quindi va prima la zia, che lui osserva attentamente nei movimenti,  poi arriva il suo turno, si fa coraggio e sale, una mano e un piede dopo l’altro, con lo zio dietro ad aiutarlo. Ma di aiuto non ne ha bisogno,  in un attimo è fuori! Felice racconta le sue sensazioni, ma è come se sapesse che non deve esultare troppo perché non è ancora finita… risaliamo il sentiero in parte esposto e a tratti ripido che ci porta al bivio del sentiero alla base del Monte Panigaa e da qui Alessandro decide di salire al Monte Puscio, perché raggiungere una cima è sempre un bel traguardo. Quindi sgranocchiamo qualcosa e partiamo, e in circa mezz’ora senza mai mollare arriviamo in vetta!!! Sono le ore 8.45, Alessandro ha conquistato la sua cima più alta, ben 1130 m.!!  Arrivato in cima si sdraia per qualche momento, è stremato, soprattutto gli ultimi metri si sentono! Nel frattempo mangiamo qualcosa e ci scattiamo un bel selfie di vetta, con l’espressione di Alessandro felice e soddisfatta. Il pensiero sul fatto che era sfinito e quindi avremmo fatto fatica a “trascinarlo” a valle, è subito svanito, anzi era eccitato all’idea di scendere e vedere la Valle di Giano dove la leggenda vuole ci sia nascosto un tesoro. Quindi che dire… alle 9.00 circa iniziamo la discesa, passiamo dallo Zucc Cornuss, quindi attraversiamo il fiume, e arriviamo all’Alpetto, qualche foto e poi torniamo a casa con Alessandro che curioso continua a fare tante domande su tutto quello che vede.

E il percorso fatto non è stato per nulla semplice, un bel dislivello di 800 m. percorsi in 3 ore, con lui sempre curioso e motivato che non ha mai deciso di tornare indietro.

E’ questo che ha reso la nostra una grande giornata, perché siamo riusciti a far apprezzare ad un bambino il valore della montagna, e della fatica, ma anche della soddisfazione di farcela con le proprie forze. Ha imparato ad apprezzare la natura e a non dare nulla per scontato. Orgogliosi del nostro Alessandro, speriamo che questo sia solo l’inizio…

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