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Pizzo Stella m.3163

Scritto da il 10 agosto 2018

Dopo tanto tempo che manchiamo dalla Valchiavenna, finalmente torniamo, questa volta per un intero week end. La meta è il Pizzo Stella m.3163,  così ne approfittiamo per scoprire la zona dell’Angeloga. Raccontiamo due giorni immersi in un ambiente unico, con una cima magnifica, un rifugio molto bello e accogliente, con l’Alpe Angeloga e il suo lago a completare un quadretto perfetto, per un weekend immersi nella montagna a 360°.

Giorno 1

Sveglia non troppo presto e via si parte alla volta di Fraciscio, una frazione di Campodolcino (So) in Valchiavenna,  ore 9.00 siamo pronti per incamminarci in direzione Motta: prendiamo il sentiero che da subito parte in forte pendenza e in circa 40 minuti siamo a Monte m.1732,  poi proseguiamo su strada sterrata fino a Motta, attraversato Motta continuiamo fino Motta Alta e da qui alla Statua della Madonna d’Europa. Dopo una brevissima sosta riprendiamo la  sterrata per poi prendere il sentiero C10, che in un saliscendi a mezza costa ci porta direttamente al Rifugio Chiavenna. Sono le ore 12.00, siamo al Rifugio Chiavenna m.2044, ora ci godiamo una meritata sosta sulle rive del Lago Angeloga tra le mucche al cospetto del Pizzo Stella imponente davanti a noi. Dopo circa mezz’ora riprendiamo il cammino per il giro dei laghi: subito dietro al rifugio parte il sentiero un po’ ripido che sotto un sole torrido in circa 30 minuti ci porta al Lago Nero m.2352,. Affascinante, e qui un’aria fresca ci attende e ci ripaga della sforzo fatto. Per circa due ore ci addentriamo tra i laghi fino a raggiungere il Passo dell’Angeloga m.2394 per poi tornare al rifugio chiudendo un bellissimo anello passando per il Lago Caldera m.2370.  Sono le ore 16.30 e giunti al Rifugio Chiavenna ci godiamo una birra fresca dinanzi alla Pizzo Stella che dai suoi 3163 m. domina la valle;  tra un sorso e l’altro in totale relax, notiamo molti appassionati, che, muniti di tenda  aspettano le notte ai bordi del Lago Angeloga. Siamo giunti all’ora di cena, dopo il riso al rosmarino, un buon arrosto con patate, caffè e genepì usciamo per fotografare al crepuscolo l’Alpe Angeloga e il Pizzo Stella. Ma domani ci aspetta una giornata interessante… quindi a letto presto!

Giorno 2

Ore 4.30 sveglia, ci alziamo, ci prepariamo e in silenzio scendiamo nella sala da pranzo dove i gentilissimi rifugisti ci hanno preparato un angolino per la nostra colazione fai da te. Ore 5.00 si parte, frontale accesa e via…dopo circa un’ora le prime luci dell’alba ci fanno spegnere le frontali e iniziamo a procedere a vista ometti….Il Pizzo Stella è sempre lì che ci osserva in silenzio e noi proseguiamo il nostro cammino in un ambiente detritico: dove un tempo c’era il ghiacciaio, oggi restano i detriti pietrosi, e un esile fiumiciattolo che attraversiamo per poi giungere al tratto a nostro avviso più tosto. Si sale in forte pendenza per un evidente sentiero  ma sempre con un occhio ai molti ometti che ci fanno da guida…così dopo circa 2 ore e 30 da quando abbiamo lasciato il rifugio ci troviamo in cima a questo crinale, e da qui ci sono due vie: la normale che va a sinistra, salendo, per poi raggiungere un breve passaggio verticale, e la seconda che scende leggermente a destra per poi superare una piccola valle e quindi risalire sulla cresta. Noi abbiamo preso quest’ultima,  da qui con facili passaggi tra le rocce giungiamo nei pressi della piccola croce posata a memoria. In un breve momento di riposo ci voltiamo e  restiamo a guardare il panorama lasciato alle nostre spalle… Ma non siamo ancora in vetta così riprendiamo la nostra ascesa, e dopo pochi minuti attraverso un sentiero ripido con passaggi tra le rocce sbuchiamo sulla cresta finale….wow che emozione!! E’ come giungere in paradiso….un sole splendido ci illumina e ci regala un bel momento..così affrontiamo l’ultimo tratto che ci porta alla vetta! Sii! Ce l’abbiamo fatta! Siamo in cima al Pizzo Stella! Ci abbracciamo e ci complimentiamo, siamo i primi arrivati! Sono le ore 8.30, il panorama è magnifico , noi, la croce e tutto intorno cime, non ci sono parole per descrivere cosa si prova. Felici e soddisfatti dopo le dovute foto ahimè, ci tocca scendere… e durante la discesa incontriamo tutti coloro che salgono per raggiungere la cima. La discesa è alquanto lunga, ma la soddisfazione è grande e ci dà la forza di rientrare al Rifugio Chiavenna, insieme al pensiero di mangiare un bel piatto di pizzoccheri della Valchiavenna. Sono le ore 13.00, e dopo i saluti ai rifugisti rientriamo alla macchina per il sentiero che porta direttamente a Fraciscio, completando un lungo anello con m.2700 D+ e circa 30 km, in due fantastiche giornate passate in un luogo unico, che ha tanto da offrire  agli escursionisti di qualsiasi livello fino alla grande cima che sicuramente resterà nei nostri cuori.

 

 

PERCORSO
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2 Commenti
  1. Rispondi

    Nychouse

    22 agosto 2018

    Grazie per le foto!Sono bellissimenyc house

    • Rispondi

      angelo3chiara

      23 agosto 2018

      Thank you very much!

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Angelo3Chiara
Erba

Noi che insieme scoprimmo per caso l'amore per la montagna, vorremmo condividere con voi le nostre emozioni e le rare bellezze che in essa incontriamo