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Pizzo Coca m.3052

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27 Agosto 2020

Ore 9.15, il sole che ci ha accompagnato in questi ultimi passi delicati ci scalda, a sud le nuvole a coprire tutto sotto di esse, a  nord il cielo limpido con tutte le cime in mostra davanti a noi… pochi passi e siamo alla croce, alta, ma non altissima, color argento con una campana completa di catena per farla suonare… tin tin tin… ce l’abbiamo fatta! Siamo in cima al Re delle Orobie!! Con emozione possiamo dire di essere saliti sul Pizzo Coca con le nostre forze… e paure… soli sulla vetta, soddisfatti e felici ci abbracciamo e ci godiamo la splendida vista a 360° che il Pizzo Coca ci regala… prima della discesa!

La mattina di giovedì 27 agosto dopo la colazione, per le ore 6.20 iniziamo la nostra salita al Pizzo Coca… tralasciando i tecnicismi sui diversi gradi e difficoltà di questa salita, vogliamo solo raccontare le nostre impressioni. Qui in particolare ci sentiamo testimoni di una salita vera, dove non puoi mentire, dove le emozioni che abbiamo provato affrontando per la prima volta questa via, resteranno nei nostri cuori. Innanzi tutto le persone: quelle che incontri e poi dopo non vedi più, con cui ti racconti, cerchi confronto nelle loro parole sulla salita, dove ascolti, e poi condividi la fatica… abbiamo conosciuto un papà che accompagna la figlia come ha fatto lui tanti anni or sono per la prima volta, abbiamo incrociato diverse persone e ci siamo salutate, e poi ci siamo riviste sui social. I rifugisti: già conosciuti l’anno scorso durante il nostro – Sentiero delle Orobie Orientali ad Anello –  ospitali e simpatici che con il loro gruppo ci hanno fatto sentire a casa. Poi la salita: matura per la nostra preparazione, bella, EE nel primo tratto fino alla Bocchetta dei Camosci, poi, da qui si cambia musica, si viaggia con molta attenzione, i passaggi sono delicati, ben segnati ma esposti, necessitano di buona preparazione fisico/mentale, un bel 40 minuti di divertimento alpino, dove non sottovalutare la discesa. L’ambiente: spettacolare!! Selvaggio, ripido e roccioso…  un cocktail sublime per l’escursionista che strizza l’occhio all’alpinismo, dove i camosci trovati alla Bocchetta ti scrutano da vicino, incuriositi. Non c’è che dire, il Pizzo Coca ci ha conquistato in tutto e per tutto!  Rientrati al Rifugio, brindiamo con una birra alla nostra giornata, poi salutiamo tutto il gruppo dei rifugisti, Giotto compreso. Quindi giù a Valbondione dove una rinfrescata nel fiume Serio non ce la toglie nessuno.

Abbiamo passato due giorni “in the mountains”sulle splendide Orobie… che non deludono mai!

 

 

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