Alpinismo Invernale Ciaspolate

Monte Limidario o Gridone m.2188

Scritto da il 4 aprile 2018

Siamo arrivati a questa Pasqua 2018 che cade il I° di aprile e con una previsione di tempo bello ci prodighiamo in cerca di una bella escursione, magari sulla neve, e così per caso su Facebook troviamo pubblicizzata un’uscita medio/impegnativa con le ciaspole in cui si raggiunge una vetta di m.2188, organizzata da Northwestrekking. Quindi dopo i consueti scambi di informazioni ci iscriviamo! Appuntamento per le ore 8.00 a Brissago (Svizzera), da qui saliamo fino a raggiungere la località di Cortaccio dove parcheggiamo l’auto e partiamo per la nostra escursione che ci porterà in vetta al Monte Limidario o Gridone, montagna che fa parte delle Alpi Ticinesi e del Verbano nelle Alpi Lepontine. Sono le ore 9.00 e dopo le presentazioni dei nostri compagni di avventura partiamo. Siamo in 5, noi, una coppia, Pia e la guida alpina Mauro Mairati. In fila indiana percorriamo il primo tratto nel bosco senza neve, e dopo circa un’ora arriviamo nei pressi dell’Alpe Vantarone m.1410, qui calziamo le ciaspole e iniziamo a fare sul serio. A fatica passiamo un tratto un pò ripido che ci porta all’Alpe Avaiscia m.1730. Da qui si apre uno scenario alpinistico con un anfiteatro innevato che noi risaliamo di buona lena: un tratto breve, ma verticale, fino ad un intaglio di cornice fatto AD HOC. Sono le ore 13.00, da qui una splendida cresta ci accompagna fino al punto dove calziamo i ramponi e affrontiamo l’ultimo ripido tratto che porta alla vetta! Sono le ore 13.30 quando raggiungiamo la croce di vetta del Monte Limidario o Gridone. Il cuore a mille!! Il panorama è bellissimo! Ci stringiamo la mano e scattiamo alcune foto. Intorno a noi una miriade di cime innevate, dal Massiccio del Monte Rosa al Monte Leone, la Val Vigezzo, il Lago Maggiore fino ai monti di casa nostra, vediamo persino la Grigna e il Grignone a completare uno scenario unico. Ma come si dice…ce l’hai fatta solo quando sei sceso…e così, passo dopo passo torniamo alla Bocchetta di Valle dove scendiamo per questo splendido vallone fino all’alpe Avaiscia. Quì, finalmente ci riposiamo e mangiamo qualcosa. Poi rientriamo alla macchina per il sentiero dell’andata.

Che dire?Gli anni passano….e da quando andavamo ai Corni di Canzo per Pasqua a oggi, di sentieri ne abbiamo fatti!!!

Felici e contenti rientriamo dalla Svizzera, consapevoli di aver aggiunto ancora qualcosa al nostro bagaglio di esperienza, in questo ambiente invernale che sempre più ci piace

Un ringraziamento alla nostra guida Mauro che ci ha portato in vetta e alla grande Pia, amante della neve e della montagna bianco vestita, per la compagnia e per i suoi racconti su questi luoghi.

Alla prossima..

 

 

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