Escursionismo

Dorsale del Triangolo Lariano

Scritto da il 1 Gennaio 2019

Siamo giunti alla fine di questo 2018 con un progetto che ha preso forma grazie anche alle camminate al buio di questi giorni natalizi che tra la fiaccolata e le albe ci hanno dato la carica giusta. Così iniziamo a valutare i tempi, le distanze, la logistica, e a conti fatti non ci resta che iniziare la nostra Dorsale del Triangolo Lariano.  31 dicembre, ore 19 siamo a Como, dopo aver parcheggiato l’auto ci dirigiamo alla partenza della funicolare Como-Brunate, che ci porta diretti a Brunate. Sono le 19.30 e iniziamo la nostra lunga avventura attraverso le montagne di casa nostra. Da subito si inizia a salire per i vari tratti di mulattiere che ci portano al Piazzale San Maurizio, qui andiamo verso il Faro Voltiano e dopo aver ammirato la splendida vista sul lago torniamo al piazzale per poi dirigerci verso il C A O . Ora ci addentriamo nel bosco per la sterrata, che dopo aver superato la Baita Carla abbandoniamo per seguire il sentiero per cresta. Saliamo fino a raggiungere la cresta,  poi in un susseguirsi di sù e giù accompagnati da una bellissima vista, raggiungiamo la vetta del Monte Boletto m.1237.  Ma non ci soffermiamo troppo e con un pò di attenzione riprendiamo la traccia che attraverso la Bocchetta di Molina m.1116 ci porta al Monte Bolettone m.1317. Sono le ore 23.00, siamo in cima dove troviamo una coppia che campeggia sotto la croce aspettando la mezzanotte… e dopo poco, arrivano altre due coppie,  noi, dopo esserci riposati, decidiamo di proseguire per magari trovare un posticino migliore dove aspettare la mezzanotte. Iniziamo la discesa e appena superato il rifugio si apre dinanzi a noi una vista che ci lascia un pò perplessi…una carovana di frontali stava per sopraggiungere alla cima del Bolettone! Quindi proseguiamo scendendo dal sentiero che porta alla Capanna Mara e poco prima della stessa ci fermiamo per aspettare il nuovo anno. Ora fa decisamente più freddo! Il cielo sembra essersi coperto, e un venticello gelido ci obbliga a ripararci nel bosco. E dopo poco finalmente arriva la mezzanotte: uno spettacolo si apre davanti a noi: l’emozione dei fuochi e dei botti riempie l’atmosfera,  noi siamo rapiti da tutto ciò, festeggiamo con panettone e thè caldo ammirando il panorama. Ma la strada è ancora lunga, così dopo gli auguri ripartiamo seguendo il sentiero… Poi risaliamo un pendio, e arriviamo al Pizzo dell’Asino m.1272, quindi giù alla bocchetta di Palanzo e ancora sù fino al Monte Palanzone 1436. Prima della cima troviamo una coppia che scende, e tra una chiacchiera e l’altra gli raccontiamo di noi: loro stupiti ci fanno i complimenti e dal loro sguardo traspare rispetto e ammirazione, che a noi danno uno stimolo per continuare. E’ l’una, ci ripariamo e ci riposiamo quasi mezz’ora, e dopo aver mangiato qualcosa riprendiamo a camminare. Ora però la faccenda cambia, le preoccupazioni aumentano e una leggera stanchezza inizia a farsi sentire. Continuiamo per cresta e nel buio più buio giungiamo alla Colma di Sormano, sono circa le 3.00. Qui facciamo un pò il punto della situazione mentre ci ristoriamo con un thè caldo: siamo leggermente in anticipo rispetto ai nostri programmi così pensiamo di fare una lunga sosta nei pressi dell’Alpe di Terrabiotta. Dalla Colma all”Alpe di Terrabiotta è stata dura, un pò la stanchezza e un pò il buio che inizia a stancarci psicologicamente ci hanno fatto vivere una sorta di “viaggio della speranza”. Dopo quasi 1 ora e mezza siamo all’Alpe:  ci sediamo vicini-vicini su alcune assi di legno sotto una tettoia dove c’è la stalla delle mucche. Sono le 5.00, fa freddo e mancano alcune ore all’alba. Lì soli nel nulla, con una vista onirica, dove la notte regna, con solo un timido spicchio di luna insieme alle stelle che brillano nel cielo ci rilassiamo mangiando e bevendo l’ultimo thè caldo (ormai freddo) tra i rumori della notte… Poco dopo ci appisoliamo un pochino… Sono giunte le ore 6.00,  il freddo ci costringe a ripartire per scaldarci. Quindi saliamo fino a prendere la cresta, e mentre la percorriamo il cielo alle nostre spalle inizia la sua carrellata di sfumature di colori…in più una intensa nebbia avvolge la pianura sottostante regalandoci quel magico momento in cui si dice…ne valeva la pena!!  Siamo finalmente in vetta al Monte San Primo m.1682. Ci abbracciamo alla croce e guardandoci negli occhi sorridiamo soddisfatti. Dietro di noi arriva una persona, con cui scambiamo alcune chiacchiere. Lui ci racconta che ogni primo dell’anno all’alba si trova in cima con un’altra persona senza conoscersi veramente….così, scambiano due parole e via fino all’anno successivo. Nel raccontare di noi gli diciamo  che arriviamo da Como, e lui risponde “Io da Milano”, sì ma noi a piedi…quindi lui sbalordito si complimenta e ci dà uno “chapeau”. Tra mille foto e filmati arriva “l’amico” della persona incontrata a completare il loro rito. Il tempo passa e noi abbiamo tanta strada ancora per giungere a Bellagio, così dopo aver valutato impraticabile il sentiero che porta al Rifugio Martina per via del ghiaccio, salutiamo e camminando incontro al sole torniamo verso la Bocchetta di Terrabiotta, poi giù fino al San Primo per poi  prendere il sentiero basso che passa da Rovenza ,Paum, Brogno  fino a giungere a Guggiate. Poi seguiamo l’interminabile strada asfaltata fino a Bellagio-Imbarcadero…. Quì, ci troviamo in una sorta di mondo parallelo tra noi e gli altri…in un mondo che non ci appartiene…dove in questo ambiente, quasi dimentichiamo cosa siamo stati capaci di realizzare. Dopo aver preso l’aliscafo rientriamo a Como per poi prendere l’auto per tornare a casa.

Felici e stanchi…ce l’abbiamo fatta!! Abbiamo scritto su FB con la foto dei dati del Garmin.

Ed è proprio così! Orgogliosi di aver concluso un cammino lungo, un progetto, una di quelle e cose che dici di fare… ma poi non fai…invece l’abbiamo fatta!

Questa è la “nostra” Dorsale del Triangolo Lariano, dove camminando siamo passati dal 2018 al 2019

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Noi che insieme scoprimmo per caso l'amore per la montagna, vorremmo condividere con voi le nostre emozioni e le rare bellezze che in essa incontriamo